Famiglie nobili a Messina

Le più importanti famiglie della nobiltà messinese
divise per titolo, feudo, casale.
FAMIGLIE TITOLO E DENOMINAZIONE FEUDO CASALI STORIA
1. Alcontres principi Marchese di Roccalumera, Duca di Saponara e di Furnari Pietro La Rocca e Lanza, primo Marchese di Roccalumera onorato del titolo di Principe di Alcontres con privilegio di Filippo V il 20 marzo 1642 a Madrid.
2. Brunaccini principi di S. Teodoro a Mili (Val Demone ai confini di Cesarò) MILI SUPERIORE Giacomo Brunaccini s’investì nel 1709 della Baronia e terra di Mili Superiore (casale di Messina) dopo averle acquistate da Giovanni Palermo Principi di S. Margherita. Diego figlio di Lorenzo primo barone di S. Teodoro per investitura del 1683. Dopo vari passaggi pervenne a Letterio Brunaccini e De Spucches (1801) che lasciò una sola figlia: Anna Maria Brunaccini Trigona che sposò lo zio Giacomo Brunaccini e De Spucches ed ebbe tre figlie di cui la primogenita Francesca Paola sposò Carlo Sturzo.
3. Cassibile marchesi a Cassibile GAZZI
4. De Gregorio Alliata marchesi di S. Stefano Medio, Parco Reale, Valle Santoro, Baronie di Castania, Vigliatore S. STEFANO MEDIO – LARDERIA – ZAFFERIA Abitazione: Cesare De Gregorio fu Giovanni, domiciliato in via Gesù Maria delle Trombe n.21. Altro: Larderia e Zafferia nella contrada S. Nicolò, Crupi e Cardà, Acciaro, Pantano e altre dominazioni consistenti in oliveto, vigneto, gelsi, agrumi e altro, confinante con i fondi dei sigg. Francesco De Pasquale, Giuseppe Cianciafara, fratelli Zaccone ed altri; una casa con palmento sita nel villaggio Larderia confinante col sopradescritto fondo, col sig. Gaetano Tricomi Cianciolo, strada e altri confini; un giardino d’agrumi sito in detto villaggio Larderia contrada Chiusa Dietro il Palazzo.
5. De Spucches, duca di S. Stefano di Briga S. Stefano di Briga Casale concesso nel 1365 a Giovanni Saccano, messinese e ai suoi eredi in perpetuo con obbligo di prestare il servizio militare di un cavallo armato per ogni 20 onze di reddito del Casale (255 lire). Per rivendicazione di Rainero Naso passò alla famiglia Naso nel 1359. per matrimonio fra Tommasa Patti DeNaso e Giovanni Marullo La Rocca figlio di Giacomo e d’Isabella La Rocca il casale passò ai Marullo nel 1577. Dopo la rivoluzione del 1678, nonostante il barone Tommaso Cirino (sposo di Maria Marullo dal 1643) fosse dei Merli e appoggiasse il partito regio, il partito dei Malvezzi lo sconfessò e gli vennero confiscati i beni. Così fu che la baronia di S. Stefano di Briga fu divisa in 5 casali: Santo Stefano Superiore, Santo Stefano Medio, Santa Margherita, Pezzolo e Briga, ed aggregata alla città di Messina. il figlio Giuseppe Cirino Marullo rivendicò i possessi della baronia, invocando la fedeltà dei suoi genitori al sovrano. Ottenne la vendita all’asta del casale e lo acquistò per 2804 onze, alle quali furono detratte le 1694 onze del valore della baronia sottrattagli indebitamente. La figlia Francesca Cirino Tranfo (1671-1701) successe al padre nel possesso della baronia e sposò Gaetano Amato Alliata, principe di Galati. Ebbe un’unica figlia: Maria Agata Amato Cirino (Messina 1698-), non prese l’investitura ed ebbe il titolo di duca di Santo Stefano di Briga. Sposò Biagio De Spucches Lanza.
6. Di Francia I ramo: Francesco Di Francia, nobile messinese, dei Baroni di S. Caterina, Badolato, S. Rosalia, Mandarino e Draga, figlio del fu Barone Diego e della signora Taccone dei Marchesi di Stizzano, marito di Emmanuela dei Baroni Scoppa. Figlio: Diego, fratello Nicolò; Zio e  zie: Mariano, Grazia e Orsola.
7. Gordone Pietro Gordone barone di Camastrà, patrizio messinese, già senatore di Messina, figlio del fu barone Giuseppe (del barone Pietro investito di Camastrà nel 1802, discendente a sua volta da Giovanni sec.XVII) e della prima moglie Emmanuela Spadaro; marito di Angela Marchese dei Baroni di Pietrogoliti, degli antichi baroni poi Principi di Scaletta. Zio: Andrea vedovo di Angela Romeo. Figli: Pietro marito di Vittoria Migliorino dei baroni di Scarpello (di Giuseppe, fu Scipione e Concetta Guardavaglia, e Concetta Rosso) (figlio: Andrea. Giuseppe marito di Concetta Spadaro. Giuseppa moglie di Luigi Pirandello. Lucrezia moglie di Francesco Manganaro. Anna moglie di Giacomo Galatti.
8. Lanza principi di Malvagna Vedi Grosso Cacopardo (Francesca Cibo). Nel circondario di Castroreale. Giovanni Lanza Abate ebbe concesso il titolo di principe di Malvagna da Filippo IV con privilegio 22 aprile 1627. Sposò Francesca Cibo, pronipote del cardinale Cibo, arcivescovo di Messina. Morì senza figli, poco dopo le nozze. Il vedovo le eresse un magnifico sarcofago tutto di bronzo dorato nella Chiesa di San Francesco di Messina, il più sontuoso che esistesse in Sicilia.
9. Marchetti a PARADISO
10. Marullo di Condojanni a Principi di Castellaci MONTALTO Francesco Marullo conte, patrizio messinese, cavaliere di Malta di devozione, governatore degli Azzurri, già senatore di Messina, figlio del fu conte Salvatore Marullo Ventimiglia governatore degli azzurri e della fu contessa Lavinia Marchese Denti, marito di Concetta Cumbo. Figli: Salvatore, ass. municipale, marito di Anna Balsamo Viperino e Avarna principessa di Castellaci, dama di palazzo della Regina d’Italia (figli: Francesco. Concetta. Giovanna moglie di Antonino De Lisi e Lo Mundo). Antonino. Placido. Giuseppe marito di Elvira Manganaro-Cicala. Lavina moglie di Flaminio Proto Marchese di S. Dorotea. Sorelle: Concetta Monaca ed ex abbadessa in S. Gregorio. Giovanna moglie di Giovanni Bisignani dei conti di Vill’Amena.
11. Moncada duchi di Tortorici e Saponara. Principato di Calvaruso, portato da Agnese Pollicino e Castagna a Federico Moncada. Ultimo ad averlo Vincenzo Moncada e Di Giovanni nel 1767 LARDERIA Per donazione di Vittoria Di Giovanni e Domenico Alliata principe di Villafranca a Pietro Moncada e La Rocca nel 1744.
12. Natoli principi di Sperlinga PACE-GANZIRRI Il feudo di Sperlinga (EN) fu acquistato nel 1597 da Giovanni Forti Natoli. Nel 1658 Francesco Forti Natoli lo vendeva a Giovanni Stefano Oneto ad esclusione del titolo (venduto nel 1788 ad Alvaro Paternò).
13. Papardo, principi del Parco (titolo infine acquisito dai Sollima-Novi, per matrimonio in prime nozze di Carlo Sollima-Novi con Angela Papardo, sorella dell’ultimo principe del Parco, Raimondo Papardo Del Pozzo Avarna di Francesco di Bernardo (investito del titolo il 6 aprile 1737 nel nome maritale di Violante Del Pozzo). Il figlio Francesco, vedovo di Leopolda Curcuruto, mantenne il titolo. Ferdinando Papardo Teatino, del principi del parco, patrizio messinese, figlio del fu principe Giovanni. Fratello: Giuseppe Arcivescovo di Morreale.
14. Ruffo principi di Scaletta e baroni d’Altolia GIAMPILIERI – ALTOLIA Vincenzo Ruffo, principe della Scaletta, duca di Aralia, marchese di Guidomandri, conte del Molino, barone  di Giampilieri, patrizio messinese, cavaliere di S. Gennaro, gran cordone della corona di ferro dell’aquila estense e di S. Gregorio Magno.. e fu Francesca Jacona baronessa di Castellana; marito di Ernestina Wrbna decorata della croce stellata già dama di corte e di compagnia della Regina delle due sicilie. Figli: Antonio duca di Aralia, cav. Di Malta, marito di Ludovica dei principi Borghese. Francesca moglie di Francesco Sanfelice marchese di Monteforte. II ramo: Calogero Ruffo, principe della Floresta, duca, figlio del fu principe Giuseppe e della vivente Giuseppa Calcagno. Fratelli: Vincenzo. Ettore. Gioacchino. Francesco-carlo. Luigi. Flavia. Maria Giovanna. Zia: Vittoria vedova di Giuseppe Saccano-Stagno dei principi di Montesalso. Prozia: Raffaella vedova di Giuseppe Gordone barone di Camastrà.
15. Saccano baroni di Monforte (Samperi di Monteforte) – Calvaruso-Tonnara di Milazzo – S.Stefano di Briga Pietro, nobile di Messina, barone di Monforte, fu anche barone della tonnara di Milazzo, per privilegio del 1413.Dopo la rivolta messinese del 1674, il villaggio di Larderia fu distaccato dal territorio della città e venduto a Luigi Moncada ultrogenito di Francesco Moncada Saccano dei Baroni di Calvaruso. Larderia fu restituita a Messina nel 1702 e il principe Luigi mantenne il titolo onorifico (morì nel 1703).
16. Saccano-Stagno principi di Montesalso, baroni delle Saline Famiglia passata all’ordine di Malta in persona di molti cavalieri di giustizia di casa Stagno a cominciare dal 1547 e di casa Saccano dal medesimo anno. Carlo Saccano-Stagno figlio del fu Giuseppe (di Scipione del barone Francesco di Giuseppe Stagno e Angela Saccano) e della vivente Vittoria Ruffo dei principi della Floresta.
17. Scoppa baroni del Campo Placido Scoppa figlio del fu Ferdinando consigliere di 1 classe della corte d’appello, cav. Della corona d’Italia e della fu Girolama dei Marchesi D’amico, marito di Clementina Violato. Figlie: Assunta. Griselda. Emma. Maria-chiara. Maria. Sorella: Caterina, moglie di Antonino Foberti.
18. Stagno Navarra conti di Casandola e Bahria
19. Vianisi duchi di Montagnareale a Pistunina PISTUNINA Giuseppe Vianisi duca di Montagnareale, marchese di Calorendi, patrizio messinese, già sottintendente di Siracusa e funzionario da intendente di Noto, senatore di messina e sindaco, figlio del duca Flaminio, pari ereditario del regno di Sicilia, comandante della guardia nazionale nel 1848 e della fu Letteria Palermo Marchesa di Calorendi marito di Giovanna Castrone res. a Napoli. Fratello: Luigi marchese di Calorendi, direttore della Telegrafia elettrica in Messina, marito di Sofia Peirce.
20. Villadicani principi di Mola (Castroreale)
21. Vinciguerra conti a S. Placido Calonerò S. PLACIDO CALONERÒ
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18 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Hector M.Babilonia
    Mag 30, 2013 @ 17:55:37

    No se porque la familia Babilonia no esta incluida entre las familias nobles de Italia,habiendole otrogado los titulos de noble,baron y duque.Me podrian explicar esta situacion. Gracias. Espero su respuesta.

    Rispondi

    • dariodepasquale
      Giu 01, 2013 @ 17:27:33

      Estimado Hector,
      el Nobiliario de Sicilia de dr. Mango Casalgerardo (1903) informa de la siguiente noticia de su familia: Babilonia.
      “A Giuseppe Babillonia al 17 de mayo 1663 le encontramos investido del feudo de Sonnaro título de barón, Domenico encontramos un proconservatore de Girgenti, 1682; Gari en un Costanza Babilonia, con privilegio dado al 4 de agosto 1686, de 22 de septiembre 1688 esecutoriato, se le concedió el título de duque de Valverde, nos encontramos con otro José juró Girgenti en el año 1741 a 1742.”.

      La familia de Babilonia, por lo tanto, vivió en Agrigento y no podía ser incluido en mi lista destinada sólo para las familias de la ciudad de Messina.
      Gracias de todos modos para la información y la oportunidad que me dio de recordar el nombre de Babilonia de Sicilia.
      Mis mejores deseos,
      Darío

      Gentilissimo Hector,
      il nobiliario di Sicilia del dott. A. Mango di Casalgerardo riporta le seguenti notizie della tua famiglia: Babilonia.
      “Un Giuseppe Babillonia a 17 maggio 1663 lo troviamo investito del feudo di Sonnaro con titolo di barone; un Domenico lo troviamo proconservatore di Girgenti, 1682; una Costanza Babilonia in Garì, con privilegio dato a 4 agosto 1686, esecutoriato a 22 settembre 1688, ebbe concesso il titolo di duca di Valverde; altro Giuseppe lo troviamo giurato di Girgenti nell’anno 1741-42.”.

      La famiglia Babilonia, dunque, abitava nell’area agrigentina e non poteva essere inclusa nel mio elenco rivolto unicamente alle famiglie della città di Messina.
      Ti ringrazio comunque per la segnalazione e la possibilità che mi hai dato di ricordare il nome dei Babilonia di Sicilia.
      Un caro saluto,
      Dario

      Rispondi

  2. musicaemusicologia
    Ott 20, 2013 @ 13:27:32

    A proposito dei De Spucches, o De Spuches, mancano gli importanti riferimenti alla famiglia dei principi San Martino Pardo (o Sanmartino o Sammartino), presente con diversi rami in più province della Sicilia.
    Nell’ottocento un Antonino San Martino, secondogenito di un Raimondo, sposato (come il padre) con una De Spucches (Vittoria, probabilmente figlia unica), ebbe in dono dal suocero il titolo di duca di Santo Stefano di Briga, che lui assunse assieme al nome De Spucches.

    1) Il di lui figlio Francesco San Martino De Spucches (originario della nobile famiglia dei San Martino Pardo) è uno degli storici più importanti della Sicilia (cfr. anche nell’Archivio di Stato messinese).

    2) La primogenita di Francesco, (dott. ssa in giurisprudenza, come il padre) Vittoria San Martino Pardo sposata in Alliata e, alla morte precoce del marito Giuseppe e nelle more della crescita del figlio primogenito, divenuta capo degli Alliata in Palermo, è ricordata anche a Messina (residenza del padre) per le sue doti non comuni tanto umane, di operosità e di benevolenza, quanto culturali (a Palermo era definita affettuosamente “la principessona”), Esistono fonti in qualche frazione (municipalità) del messinese, soggetta ancora primo nel novecento ai feudi di questa famiglia, che descrivono questo personaggio come una persona molto amata dal popolo.

    E (dulcis in fundo) parrebbe addirittura che la stessa denominazione della principale strada del centro cittadino “viale San Martino” (a quanto pare in passato chiamata anche “Sammartino”, proprio secondo le mutazioni del nome della suddetta casata) fosse a questa famiglia stessa riferita; direttamente o forse indirettamente, cioè tramite la denominazione connessa all’omonimo Santo – tra l’altro “protettore dai terremoti”, oltre che patrono dell’arma di fanteria – e le relative implicazioni politico-culturali di un tempo oramai trascorso …
    Ma è ovviamente cosa ancora da bene approfondire: cfr. il mio recentissimo, e ancora in stato di approfondimento delle fonti: “L’origine del nome della più importante strada cittadina di Messina, Viale San Martino”.

    Rispondi

    • dariodepasquale
      Ott 20, 2013 @ 21:21:55

      Gentilissimo Prof. Musumeci, La ringrazio per aver dato un sostanzioso apporto ai dati generici da me introdotti e aggiunto un nuovo e importante tassello alle ricerche storiografiche sulla Sicilia.

      Rispondi

  3. musicaemusicologia
    Ott 20, 2013 @ 23:13:36

    Quello che lei offre, con il suo blog, è certamente un lavoro meritorio nei confronti, soprattutto, della sua città e dei suoi concittadini.

    Dimenticavo il link dell’articolo in questione: http://musicaemusicologia.wordpress.com/2013/10/19/il-nome-della-piu-importante-strada-cittadina-di-messina-viale-san-martino/

    Sinceri auguri.

    Rispondi

    • dariodepasquale
      Ott 21, 2013 @ 05:52:22

      Ho letto lo splendido articolo, denso di informazioni di estrema importanza per ogni buon ricercatore. Ci risentiremo sicuramente.
      Ricambio gli auguri per il suo lavoro e grazie infinite per il suo impegno.

      Rispondi

  4. Paolo Lucchesi
    Ago 07, 2014 @ 15:04:58

    Mi sembra riduttivo indicare solo queste famiglie… L’indice Mango ne contempla un numero infinitemente superiore. I Peirce, i Giordano, i Lucchesi e altre famiglie che hanno fatto la storia socio economica di Messina

    Rispondi

    • dariodepasquale
      Nov 07, 2014 @ 15:11:56

      Sono completamente d’accordo con lei: l’elenco non è affatto esaustivo, ma mi ha permesso di memorizzare qualche informazione in più rispetto ai libri della mastra nobile di Messina. Presto darò alla luce una nuova pubblicazione che contemplerà un ramo familiare della nobiltà messinese ormai dimenticato e spero di averla come mio affezionato lettore. Grazie.

      Rispondi

      • musicaemusicologia
        Nov 07, 2014 @ 16:56:33

        Ricevo – forse per conoscenza – il superiore commento e aggiungo qualcosa di mio, se mai possa tornare utile.

        Un errore storiografico che per decenni abbiamo dovuto sopportare, a partire dall’abolizione della monarchia a favore della repubblica, è stato quello di veder considerata la storia sociopolitica, almeno dal medioevo ai giorni nostri, come una “storia di parte”;
        sia secondo un pregiudizio dell’indirizzo storiografico marxista (o indirizzi assimilabili in quanto troppo viziati da polemica ideologica: pure affermando con Eric Hobsbawm che uno storico aggi non possa non dirsi nel metodo, almeno in parte, anche “marxiano”);
        sia secondo un uso altrettanto scorretto in quanto meramente “celebrativo” di un modello sociale, oggi irrimediabilmente superato (non solo praticato da nostalgici monarchici, ma anche da chi ancora crede che la Storia universale sia solo l’historia raccontata dai potenti di volta in volta postisi alla ribalta degli avvenimenti epocali).

        Così oggi la moderna storiografia riscopre le dinamiche della vita sociale rileggendo proprio quei testi in una maniera rinnovata e adattata al presente e soprattutto con approcci e strumenti di ricerca molto più sofisticati …

        Non si tratta insomma di disporre graduatorie di famiglie più o meno nobili e “importanti” e attraverso queste cercare le tracce più significative della “vera” (macro-)storia “da raccontare nei libri”. Al contrario, oggi la microstoria, anche di una “famiglia nobile” di maggior o minore rilievo, serve come anche la microstoria di “figure borghesi o del popolo” che magari si impongono altrimenti nella memoria, per colmare sempre più lo iato che si pone tra i diversi punti di vista resi oggettivi nell’argomentazione e nella documentazione storiografica. Insomma si tratterebbe, se assunta in maniera corretta, di una diversa prospettiva e/o “messa a fuco” di avvenimenti epocali.

        Nello specifico. Se si vogliono studiare non superficialmente e poco a poco approfondire questioni relative alle famiglie nobili siciliane (e messinesi) d’ogni epoca, consiglierei di consultare, a monte dei vari e pure importanti, ma solo propedeutici o integrativi, Mugnos, Mango, Palizzolo Gravina, Galluppi …, la monumentale opera, certo molto più esauriente (anche se per questo non esente da … perdonabili errori), di Francesco San Martino de Spucches, “La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia – dalla loro origine ai nostri giorni (1925). Lavoro compilato su documenti ed atti ufficiali e legali, 10 volumi, Tip. Boccone del povero, Palermo, 1924-1941” (aggiornamento del 1941 a cura di Carmelo Arnone).
        L’opera,è consultabile a Messina sia presso la Biblioteca regionale sia presso l’Archivio di Stato, ma in analogia la si trova a Palermo, a Catania etc..

        Trovo strano che sia poco noto a molti cittadini messinesi proprio questo fondamentale documento storico (pure, non di rado, tra i più citati nei lavori accademici): proprio lui messinese per stabile acquisizione locale (fu anche duca di Santo Stefano di Briga; ma questa è u’altra … storia).

        E, solo casualmente, omonimo nipote (figlio del fratello) dell’eroe risorgimentale a cui – a torto o ragione, io non saprei dire e scrivo qui anche per chiedere lumi a chi ne sa qualcosa che non sia superficiale e di luogo comune – vari cittadini messinesi da me conosciuti (non io) ritengono attribuibile almeno in una fase della storia cittadina la denominazione del viale San Martino/Sammartino.

        Aggiungo un altro link ad un mio post, proprio di recente molto aggiornato (come del resto anche quello cui ho fatto riferimento in precedenza: si tratta di post “mobili”, ossia in continua crescita informativa, anche grazie agli altrui interventi di stimolo …).

        http://musicaemusicologia.wordpress.com/2014/09/01/una-poco-nota-famiglia-di-nobili-meridionali-e-risorgimentali/

        E mi piace pure segnalare al proposito una rivista molto ben fatta, a me da poco nota ma che leggo con tanto piacere e passione; dal titolo abbastanza significativo: Incontri. La Sicilia e l’altrove:
        http://www.edizionincontri.it/

      • dariodepasquale
        Nov 07, 2014 @ 17:42:04

        Gentilissimo Prof. Mario Musumeci, grazie ancora per i suoi preziosi interventi e i dettagliati riferimenti che ci aiutano a conoscere meglio la nostra storia, nobile, borghese o popolare che sia.

  5. rosario bruno
    Giu 23, 2016 @ 06:17:25

    sarei piacevolmente grato se potessi acquisire informazioni sulla famiglia manganaro propietari delle fonderie omonime in messina a cui si attribuisce la fontana di ghisa in fiera e le strutture della dogana. francesco manganaro uno dei componenti della famiglia sposo’ lucrezia cordona da voi mensionata,.discendo dalla sorella di questi.grazie.l articolo x quanto non addentro a tali argomentazioni sembra esaustivo.concordo nell approfondimento su molte famiglie nobili messinesi e studiare messina nelle sue trasformazioni politiche e socio economiche post terremoto anche attraverso i personaggi del popolo e borghesi che hanno contribuito a tali trasformazioni.

    Rispondi

    • dariodepasquale
      Lug 05, 2016 @ 15:08:31

      Gentilissimo Rosario, sono in arrivo due nuove pubblicazioni sulle famiglie della nobiltà e della borghesia urbana messinese fra Otto e Novecento. Una uscirà sicuramente in autunno, l’altra nel 2017 o 2018… Seguimi su dariodepasquale.sikelia.com e abc.sikelia.com per gli aggiornamenti. Dei Manganaro ho parlato negli ultimi due libri, presentandoli come appartenenti a una famiglia di noti banchieri, con una precisa collocazione territoriale urbana (area di Terranova), committenti di opere d’arte, alcune ancora visibili al Gran Camposanto di Messina (eseguite da Gregorio Zappalà), ma ne parlerò ancora nelle prossime pubblicazioni, ricordando i legami con la famiglia Gordone. Grazie per avermi contattato e spronato a continuare queste mie modeste ricerche. A presto!

      Rispondi

      • Giuseppe D'Amico
        Ott 25, 2016 @ 17:56:49

        Con riferimento alla famiglia Gordone baroni di Camastrà, qualora fosse interessato, potrei fornirLe l’albero genealogico, inoltre, una mia prozia sposò Giuseppe Manganaro Gordone (figlio di Francesco Manganaro e Lucrezia Gordone).
        Cordiali saluti

      • dariodepasquale
        Ott 25, 2016 @ 20:57:44

        Gentilissimo Giuseppe, per me sarebbe un onore portare avanti queste ricerche con dati di “prima mano”. Grazie!

  6. Giuseppe
    Apr 28, 2017 @ 10:54:07

    Salve sig.Depasquale , vivo a Francavilla di Sicilia e leggendo un libro sulla storia del mio paese ho letto che intorno al 1390 un nobile Giovanni villadicani o villadicane regnava nel castello di Francavilla. Mi piacerebbe sapere se questo Giovanni appartiene alla famiglia nobile catalana di villa de cans da dove presero il nome e legati poi a principi di Mola oppure come ho appreso da altre info da un libro su castelmola e le valli d’agrò e pagliara dove dice che alle origini i villadicani provenivano dalla germania e scesero al seguito di Ruggero II ,insomma piu leggo e più non capisco la dicendenza di questa famiglia. Grazie in anticipo.

    Rispondi

  7. Ricercatore
    Giu 16, 2017 @ 15:51:31

    Per quanto riguarda i Sollima-Novi c’è un errore: fu Carlo (e non Francesco) a sposare Angela Papardo; Francesco Sollima-Novi, effettivamente vedovo di Leopolda Curcuruto, era quindi figlio (e non marito) di Angela Papardo.

    Fonti: https://goo.gl/fWFhu3 e https://goo.gl/umQDps

    Rispondi

    • dariodepasquale
      Giu 17, 2017 @ 11:11:27

      Grazie Ricercatore per la precisazione. A onor del vero, ricordo che le fonti storiche delle notizie riportate in questa pagina risalgono a: Avv. Francesco San Martino De Spucches, Storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia, Palermo 1941 e Mango di Casalgerardo, Il nobiliario di Sicilia, 1903.

      Rispondi

  8. Ricercatore
    Giu 18, 2017 @ 18:41:39

    Tratto dal volume “Stato presente della nobiltà messinese” di Giuseppe Galluppi:

    SOLLIMA-NOVI.
    Arma. – D’azzurro, a due bande d’ argento, accompagnate da dieci crinali dello steso, 3, 4 e 3.
    FRANCESCO SOLLlMA-NOVI Principe del Parco, figlio del vivente Carlo Capitano di Porto, Cavaliere Mauriziano e della Corona d’Italia, ex Governatore dei Verdi (1), e della fu Angela Papardo dei Principi del Parco, ecc. (2), vedovo di Leopolda Curcuruto. […]

    (1) Di Francesco Novi Capitano nei R. E. (del Marasciallo Carlo Nevi) e di Laura Sollima.

    (2) Sorella dell’ ultimo Principe del Parco, di casa Papardo, Raimondo Papardo-del-Pozzo-Avarna, figlio del Principe Francesco, del Principe Giovanni, del Principe
    Francesco, di Bernardo invest. del titolo di Principe del Parco a 6 aprile 1737, nel nome maritale di Violante del Pozzo (V. pure i Donativi del 1778, 1798 e 1806).

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