Il culto di San Giacomo in Sicilia

San Giacomo il Maggiore o "Santiago" di Compostela

Uno dei pellegrinaggi più famosi al mondo è il Cammino di Santiago, un percorso lungo 700 km che porta a Santiago de Compostela. Nel medioevo esistevano anche vie siciliane compostellane, che avevano come tappe Messina e dintorni (Camaro, Galati Mamertino, Capizzi), Palermo (Gratteri, Gangi, Geraci Siculo), Enna (Nicosia, Sperlinga, Villarosa), Catania (Caltagirone, Bronte, Paternò). Le varie chiese dedicate al Santo sparse per l’Isola furono erette per accogliere i pellegrini in viaggio verso Compostela ed era una caratteristica di questi edifici destinare una parte a ricovero ospedaliero per la cura e il ristoro dei pellegrini. In Sicilia il culto del Santo si era diffuso quasi subito dopo la conquista normanna, anche se la più antica immagine di San Giacomo in Sicilia si trova presso l’oratorio di Santa Lucia di Siracusa e risale al XII secolo.

Nella Sicilia spagnola il culto di San Giacomo, patrono di Spagna e simbolo della reconquista del regno sui Mori, si diffuse rapidamente. In seguito ai contrasti sorti tra l’aristocrazia spagnola e i cosiddetti marranos (ebrei e musulmani convertiti al Cristianesimo), l’ebrea Santa Teresa di Avila decadeva quale patrona di Spagna a favore di San Giacomo (1630), anche se appena tredici anni dopo il re Filippo IV proclamava patrona e protettrice dei suoi regni la Madonna.

Intanto, il culto di San Giacomo (rappresentante la fede e la spada) era penetrato così largamente nei vari regni spagnoli, che restò radicato a lungo. Significativo a tal proposito il mantenimento del culto a Messina, dove, durante la processione di ogni 25 luglio, a partire dalla rivolta antispagnola del 1674-78, si procede al cambio della statua del Santo con la teca contenente un capello della Madonna.

Palazzo De Spucches, Galati Mamertino (ME)

Dopo l’editto del re Filippo IV, molte chiese dedicate al Santo cambiarono nome o furono abbandonate, tuttavia alcune piazze dove prima sorgeva una chiesa di San Giacomo sono rimaste dedicate al Santo, come la piazza maggiore del paese nebroideo Galati Mamertino, sulla quale si affaccia anche il palazzo De Spucches o De Spuches, famiglia investita del titolo feudale di principi di Galati (motto: acutum splendentemque pro fide pro rege) dallo stesso re spagnolo Filippo IV.

Notizie: Giacomo il Maggiore era uno dei 12 apostoli che, dopo la resurrezione di Cristo, diffuse il culto cristiano nella penisola iberica. Al suo ritorno in Palestina fu fatto decapitare dal re Erode Agrippa, tuttavia i suoi discepoli Attanasio e Teodoro riuscirono a salvarne il corpo e a trasportarlo in Galicia, dove fu sepolto. Il luogo della sepoltura rimase nascosto per molti secoli, fino a quando l’eremita Pelayo fu sorpreso da una pioggia di stelle cadenti in direzione di un colle (813). Quella notte gli apparve San Giacomo in sogno che gli svelava il punto esatto dove era custodita la sua tomba: rimossa la terra trovò il sepolcro sorprendentemente intatto. La notizia si diffuse dalla Francia in tutta Europa e fiumi di pellegrini si riversarono su Santiago de Compostela (dal latino campus stellae).

La Via Lattea diveniva l’unica indicazione notturna per la giusta direzione verso il luogo sacro.

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