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dario_le-mani-suCarissimi,

oggi siete quasi in 600 a ricevere direttamente sulla vostra mail i miei modesti articoli e a seguirmi con inaspettata continuità: non posso fare altro che ringraziarvi della vostra fedele presenza.

Ho preso un po’ di spazio in più per accogliere nuove pubblicazioni, per questo vi invito a continuare a seguirmi presso il seguente nuovo indirizzo:

http://dariodepasquale.sikelia.com

Grazie e a presto.

Dario De Pasquale

Il Museo Mandralisca fra vecchio e nuovo mecenatismo

foto enrico pirainoIl Museo Mandralisca è una lungimirante creazione del mecenate ottocentesco Enrico Pirajno di Mandralisca (1809-1864), barone dalla cultura eclettica e dai molti interessi, studioso di malacologia, ornitologia, paleobotanica e botanica, archeologia e numismatica.

Quando non impegnato politicamente al Parlamento siciliano prima e nazionale poi, o trattenuto da gravi problemi di salute, viveva a stretto contatti con le aree di scavo eoliane (a Lipari possedeva estensioni di terreno in località Diana da dove estraeva numerosi reperti archeologici). Non mancò di acquistare, come testimonia il suo epistolario, anche dei reperti provenienti dagli scavi di Tindari (Me), che gli stessi monaci vendevano ai visitatori. Altro

“Norma” a Taormina

NORMA
Tragedia lirica.
Libretto di Felice ROMANI.
Musica di Vincenzo BELLINI.

Prima esecuzione: 26 Dicembre 1831,  Milano.
Personaggi:

POLLIONE proconsole di Roma nelle Gallie / tenore

OROVESO capo dei Druidi / basso

NORMA druidessa, figlia di Oroveso / soprano

ADALGISA giovane ministra del tempio d’Irminsul / soprano

CLOTILDE confidente di Norma / mezzosoprano

FLAVIO amico di Pollione / tenore

Due Fanciulli, figli di Norma e Pollione.
Cori e Comparse.
Druidi, Bardi, Eubagi, Sacerdotesse, Guerrieri e Soldati galli.

La scena è nelle Gallie, nella foresta sacra e nel tempio d’Irminsul. Altro

A proposito di borghesie urbane

ImmagineL’Ottocento è un secolo entusiasmante perché ricco di scoperte e pieno di vive contraddizioni, diviso fra un settecento riformista e un novecento avanguardista, fra i vecchi privilegi di classe e l’avanzare dello stato di diritto, tra la vecchia ricchezza della terra e la nuova ricchezza delle pubbliche amministrazioni, dei servizi pubblici, della tecnologia al servizio dell’uomo.

Non solo: l’Ottocento è un secolo creativo, internazionalista, che apre le porte al forestiero e per questo s’organizza, ponendo le basi della società attuale con nuove vie di comunicazione tra il centro e la periferia, i grandi luoghi d’ospitalità come gli alberghi, i teatri, i caffè, le biblioteche, le scuole e i luoghi della gestione del tempo libero, come i musei, i giardini, le fontane, i monumenti, i viali.

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Banchieri, creditori e procacciatori d’affari: ieri come oggi

Ieri, come oggi, le banche, gli istituti finanziari e i creditori puntano all’accentramento delle proprietà immobiliari, ricorrendo a meccanismi ben collaudati (riconoscibili nelle pagine di storia che vi illustriamo, risalenti a circa 130 anni fa) o nuovi e ingannevoli artifici.

[…] Fra tutte le imprese, la maggioranza era rappresentata da ditte in commercio e società anonime. Dalla lettura dell’oggetto delle sentenze, scopriamo che buona parte delle imprese e degli impiegati faceva ricorso al credito non per necessità, come le altre categorie elencate, ma per speculazione. Stava nascendo una nuova categoria d’investitori attratti dall’affare del momento. Di contro era sorta la figura assai pericolosa del procacciatore d’affari, colui il quale doveva possedere il fiuto per le attività imprenditoriali di successo[1].

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Messina nell’Ottocento: le attività produttive e le dinastie familiari

Nel corso dell’Ottocento Messina poteva vantarsi di ricoprire un posto di primo piano nel pur variegato sistema economico mondiale.

La città dello Stretto, infatti, godeva di un’eccellente posizione geografica e di importanti privilegi portuali che la ponevano al centro degli scambi commerciali nel Mediterraneo. Dal suo porto si esportavano prodotti agricoli come gli agrumi e i loro derivati, vino, olio e un prodotto di prim’ordine destinato all’industria tessile: la seta 1.

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Nino Leotti, pittore siciliano del Gruppo Corrente

Biografia di Nino Leotti, pittore siciliano appartenuto al Gruppo Corrente. Nasce a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) il 13 giugno del 1919. Figlio d’arte, segue una vita avventurosa, da girovago, salvo poi ritornare nella sua città natale, accanto alla moglie e ai figli.

A Roma trova ospitalità in via Margutta, dove è in stretto contatto con Mazzullo, Guttuso, Purificato, Zavattini, Vittorio De Sica, Sebastiano Carta, Stefano D’arrigo, Salvatore Quasimodo che lo citano come uomo dall’animo curioso ed appassionato, amante dell’arte e della gastronomia. Altro

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