Celebrazione dell’Anno Costantiniano a Capri Leone (Me)

Costantino imperatore (274-337 d.C.)Ieri, 26 luglio 2013, alle ore 18, presso la Chiesa di S. Costantino sita in Capri Leone (Me) nell’omonima via, in occasione del XVII centenario costantiniano, si è svolto un convegno di studi intitolato “S. Costantino: tra storia e tradizione popolare“. Tra i relatori, introdotti dall’On. Bernardette Grasso e dal parroco Don Gaetano Vicario, e coordinati dal Don Stefano Brancatelli, si sono susseguiti il Sindaco di Sedilo (Or), dott. Umberto Cocco, i proff. Antonino Pinzone, Pietro Paolo Onida, Emanuele Di Santo, Nuccio Lo Castro. Altro

La creatività italiana sfida l’era della globalizzazione

foto cultura globalizzazioneIn un mercato economico mondiale dominato dalle multinazionali e da colossali intermediari finanziari, lo spazio lasciato ai singoli Stati per stabilire i criteri commerciali e finanziari è molto esiguo. Ne discende la difficoltà dei nostri Paesi, “troppo piccoli per affrontare i grandi problemi e troppo grandi per affrontare quelli piccoli” (R. Aron). Queste difficoltà si ripercuotono sul tessuto sociale e mostrano la fragilità dei governi di fronte al nuovo che avanza: chi difende i vecchi stili di vita e l’identità culturale di un popolo (diventato, di fronte al mondo globalizzato, una piccola comunità)? Altro

Perché la cultura fa bene all’Italia

foto cultura dipintoLa nostra Costituzione basa una buona parte dei suoi fondamenti sui temi della cultura e della ricerca. All’art. 9 leggiamo: “La Repubblica italiana promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione“. Ne deduciamo che è la Repubblica, intesa come res publica (cosa pubblica, che appartiene cioè a tutti, alla comunità intera), che promuove e tutela (il resto lo fanno gli enti locali e i privati, in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione), e che cultura e sviluppo sono fra loro correlati: non c’è sviluppo senza cultura. E cultura è educazione, istruzione, ricerca scientifica, conoscenza. Tutte attività che risvegliano l’animo umano dal torpore delle leggi economiche e dell’inefficienza della macchina burocratica statale, dal grigiore dei programmi di studio scolastici e universitari, dalla marginalità con cui vengono trattati i ministeri che si occupano di attività culturali.

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De Pasquale e la “Divina Poiesis” – Personale di Scultura

De Pasquale in “Divina Poiesis” – Personale di Sculture in pietra lavica. Aperta fino al 25 novembre 2012.

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“Norma” a Taormina

NORMA
Tragedia lirica.
Libretto di Felice ROMANI.
Musica di Vincenzo BELLINI.

Prima esecuzione: 26 Dicembre 1831,  Milano.
Personaggi:

POLLIONE proconsole di Roma nelle Gallie / tenore

OROVESO capo dei Druidi / basso

NORMA druidessa, figlia di Oroveso / soprano

ADALGISA giovane ministra del tempio d’Irminsul / soprano

CLOTILDE confidente di Norma / mezzosoprano

FLAVIO amico di Pollione / tenore

Due Fanciulli, figli di Norma e Pollione.
Cori e Comparse.
Druidi, Bardi, Eubagi, Sacerdotesse, Guerrieri e Soldati galli.

La scena è nelle Gallie, nella foresta sacra e nel tempio d’Irminsul. Altro

A proposito di borghesie urbane

ImmagineL’Ottocento è un secolo entusiasmante perché ricco di scoperte e pieno di vive contraddizioni, diviso fra un settecento riformista e un novecento avanguardista, fra i vecchi privilegi di classe e l’avanzare dello stato di diritto, tra la vecchia ricchezza della terra e la nuova ricchezza delle pubbliche amministrazioni, dei servizi pubblici, della tecnologia al servizio dell’uomo.

Non solo: l’Ottocento è un secolo creativo, internazionalista, che apre le porte al forestiero e per questo s’organizza, ponendo le basi della società attuale con nuove vie di comunicazione tra il centro e la periferia, i grandi luoghi d’ospitalità come gli alberghi, i teatri, i caffè, le biblioteche, le scuole e i luoghi della gestione del tempo libero, come i musei, i giardini, le fontane, i monumenti, i viali.

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Banchieri, creditori e procacciatori d’affari: ieri come oggi

Ieri, come oggi, le banche, gli istituti finanziari e i creditori puntano all’accentramento delle proprietà immobiliari, ricorrendo a meccanismi ben collaudati (riconoscibili nelle pagine di storia che vi illustriamo, risalenti a circa 130 anni fa) o nuovi e ingannevoli artifici.

[…] Fra tutte le imprese, la maggioranza era rappresentata da ditte in commercio e società anonime. Dalla lettura dell’oggetto delle sentenze, scopriamo che buona parte delle imprese e degli impiegati faceva ricorso al credito non per necessità, come le altre categorie elencate, ma per speculazione. Stava nascendo una nuova categoria d’investitori attratti dall’affare del momento. Di contro era sorta la figura assai pericolosa del procacciatore d’affari, colui il quale doveva possedere il fiuto per le attività imprenditoriali di successo[1].

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