La creatività italiana sfida l’era della globalizzazione

foto cultura globalizzazioneIn un mercato economico mondiale dominato dalle multinazionali e da colossali intermediari finanziari, lo spazio lasciato ai singoli Stati per stabilire i criteri commerciali e finanziari è molto esiguo. Ne discende la difficoltà dei nostri Paesi, “troppo piccoli per affrontare i grandi problemi e troppo grandi per affrontare quelli piccoli” (R. Aron). Queste difficoltà si ripercuotono sul tessuto sociale e mostrano la fragilità dei governi di fronte al nuovo che avanza: chi difende i vecchi stili di vita e l’identità culturale di un popolo (diventato, di fronte al mondo globalizzato, una piccola comunità)? Altro

Perché la cultura fa bene all’Italia

foto cultura dipintoLa nostra Costituzione basa una buona parte dei suoi fondamenti sui temi della cultura e della ricerca. All’art. 9 leggiamo: “La Repubblica italiana promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione“. Ne deduciamo che è la Repubblica, intesa come res publica (cosa pubblica, che appartiene cioè a tutti, alla comunità intera), che promuove e tutela (il resto lo fanno gli enti locali e i privati, in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione), e che cultura e sviluppo sono fra loro correlati: non c’è sviluppo senza cultura. E cultura è educazione, istruzione, ricerca scientifica, conoscenza. Tutte attività che risvegliano l’animo umano dal torpore delle leggi economiche e dell’inefficienza della macchina burocratica statale, dal grigiore dei programmi di studio scolastici e universitari, dalla marginalità con cui vengono trattati i ministeri che si occupano di attività culturali.

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