Biografie: l’architetto messinese Leone Savoja

Leone Savoja (1814-1885), architetto

Uomo riservato e di poche parole, era piccolo di statura, magro e scattante. Raramente sul suo volto appariva il sorriso e il suo sguardo fisso e profondo riusciva ad incutere timore e soggezione. Raggiunta la tranquillità economica, sostenne, con mezzi propri, giovani e promettenti artisti di modeste origini, come lo scultore Giovanni Scarfì, l’ingegnere Gregorio Bottari, l’incisore Antonino Saccà, l’architetto Pietro De Domenico. Altro

La tempesta dopo l’Unità

Gran Camposanto di Messina: parterre d'ingresso

Negli anni ‘50 dell’Ottocento, Messina riportava ancora le ferite delle guerre d’indipendenza e numerosi monumenti, edifici, decorazioni, strade, ricordavano la presenza dell’invasore spagnolo.

L’Unità d’Italia aveva accresciuto il sentimento patriottico dei cittadini, che adesso proponevano l’abbattimento di quegli antichi baluardi: il forte Gonzaga, la Cittadella, il forte Don Blasco, la statua di bronzo del re Carlo II davanti al palazzo di Giustizia. La nuova amministrazione aveva scorto la possibilità di cancellare con un colpo di spugna un passato cruento, di triste sottomissione, e dare nuova vita alla città grazie a parchi, arene, teatri, caffé letterari, il recupero del Duomo e della Fontana d’Orione, una gigantesca statua della Libertà. Altro