A proposito di borghesie urbane

ImmagineL’Ottocento è un secolo entusiasmante perché ricco di scoperte e pieno di vive contraddizioni, diviso fra un settecento riformista e un novecento avanguardista, fra i vecchi privilegi di classe e l’avanzare dello stato di diritto, tra la vecchia ricchezza della terra e la nuova ricchezza delle pubbliche amministrazioni, dei servizi pubblici, della tecnologia al servizio dell’uomo.

Non solo: l’Ottocento è un secolo creativo, internazionalista, che apre le porte al forestiero e per questo s’organizza, ponendo le basi della società attuale con nuove vie di comunicazione tra il centro e la periferia, i grandi luoghi d’ospitalità come gli alberghi, i teatri, i caffè, le biblioteche, le scuole e i luoghi della gestione del tempo libero, come i musei, i giardini, le fontane, i monumenti, i viali.

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Messina nell’Ottocento: le attività produttive e le dinastie familiari

Nel corso dell’Ottocento Messina poteva vantarsi di ricoprire un posto di primo piano nel pur variegato sistema economico mondiale.

La città dello Stretto, infatti, godeva di un’eccellente posizione geografica e di importanti privilegi portuali che la ponevano al centro degli scambi commerciali nel Mediterraneo. Dal suo porto si esportavano prodotti agricoli come gli agrumi e i loro derivati, vino, olio e un prodotto di prim’ordine destinato all’industria tessile: la seta 1.

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