Storia dell’unità d’Italia/parte quinta

manifestoelezioni1913Da Crispi alle elezioni politiche del 1913

Crispi si sentiva l’ultimo uomo del Risorgimento e l’ultimo difensore dello stato unitario, forse per questo intraprese la via della repressione antipopolare. Alla fine del secolo, mentre le contestazioni popolari si facevano sempre più insistenti, emise un decreto reale per i provvedimenti eccezionali in Sicilia, al fine di liquidare il movimento antiunitario e repubblicano dei Fasci siciliani.

Lo stato d’assedio fu sancito dal silenzio del parlamento invischiato negli scandali bancari e nell’appoggio del re. Ne scaturì un putiferio a livello sociale, confluente in un attentato anarchico contro lo stesso Crispi e apparentemente calmato con l’intervento legislativo crispino: il divieto di possesso di materie esplosive, l’aggravio delle pene per il terrorismo e la disubbidienza militare, il divieto di aggregazione al fine di sovvertire gli ordinamenti sociali. Di fatto furono così sciolti il partito socialisti del lavoratori italiani e le associazioni a esso collegate (1894). Altro