Il progetto di legge sul terremoto del 28 dicembre 1908

Costruzione in legno a cura della VII compagnia dell'Esercito italiano

Il progetto di legge sul terremoto del 28 dicembre 1908, presentato dal Governo e approvato il 9 gennaio 1909 dalla Camera, con 406 voti su 411, e l’11 gennaio dal Senato, con 182 voti su 183:

Art. 1 – È assegnata la somma di lire trenta milioni da prelevarsi dalle eccedenze di cassa provenienti dagli avanzi dell’esercizio 1907-1908 allo scopo di provvedere a bisogni ed opere urgenti, e riparare a ricostruire edifici pubblici danneggiati dal terremoto del 28 dicembre 1908, ne’ comuni che saranno indicati in un elenco da approvarsi con decreto reale, sentito il Consiglio dei ministri. Altro

Eterogenesi dei fini nel terremoto di Messina

Nel capitolo III abbiamo già documentato gli interventi accusatori di ingegneri e geofisici contro la stupefacente crescita edilizia della città. Nella realtà borghese ottocentesca tale crescita non era considerata un peccato, ma una dote: la ricchezza fondiaria conferiva un notevole prestigio sociale e garantiva persino una posizione politica nelle amministrazioni comunali, provinciali e nazionali. L’etica borghese, infatti, relegava all’ambito familiare i princìpi dell’austerità, della moderazione e del risparmio e non vietava l’accumulo di denaro o l’accrescimento delle proprietà[1]. Altro

Tutta la verità sulle 80.000 vittime del terremoto del 28 dicembre 1908

Corso Vittorio Emanuele - Abbassamento del molo

I precedenti

I terremoti degli anni novanta, devastanti per la Calabria, crearono seri danni anche agli edifici di Messina.

Dopo il terremoto del 16 novembre 1894, il ministro Crispi inviò cinquantamila lire quale contributo offerto dal Governo nazionale per il soccorso e il sostegno di migliaia di messinesi sfollati. Altro

28 dicembre 1908: storia di una tragedia annunciata

1. «Io fui svegliato dal terremoto, ma senza alcuna apprensione e, da principio, pareva che si trattasse d’uno dei soliti movimenti, ai quali la lunga dimora in Messina ci aveva abituati; anzi io cercava di mantenere tranquilli i miei a casa che si erano svegliati con me, e andavo ripetendo loro: state fermi, ora la scossa finirà. Altro